Lettori fissi

mercoledì 23 novembre 2011

PostHeaderIcon Recensione: Promessi Vampiri “The dark Side”.

Titolo: Promessi Vampiri, The dark side.Promessi vampiri. The dark sides

Autrice: Beth Fantaskey

Editore: Giunti

Collana: Y

Pagine: 618

Traduzione a cura di: Sara Reggiani

Prezzo: € 16,50

Anno: 2011

Recensione:

The Dark side è il seguito di Promessi Vampiri, un romanzo che si contraddistingue dagli altri romanzi young adult, che riesce a ridefinire gli schemi con una dose di ironia, intrighi e complotti.

Quando il matrimonio tra Jessica e Lucius è giunto al termine si ritrovano in un mondo stretto e feroce, il mondo dei loro simili, vampiri – si ritrovano a combattere con congiure, pericoli e trappole, quotidianamente, altresì Jessica non riesce a reggere il mutamento drastico dalla sua vita precedente (quella di una normale adolescente americana sino a divenire la futura regina di un regno intriso tra i Carpazi e i paesaggi della Romania).

The Dark side, “il lato oscuro”, è quindi quel vuoto profondo, dove i protagonisti scivolano nei mutamenti dei propri ruoli, fanno fatica a definirsi e sentono la pesante oscurità delle loro nuove vite. Così Jessica, Anastasia, si ritroverà sola, mentre Lucius è rinchiuso tra i meandri del castello, lei dovrà capire di chi fidarsi.

I capitoli cambiano spesso punto di vista, nuove voci s’intessono alla fabula donando tensione e suspense al romanzo, riuscendo a regalare al lettore quella voglia di abbandonarsi totalmente tra le pagine di una storia – lunga, sì, dove il peso delle pagine riesce a divenire quasi compagno fidato.

Lo stile della Fantaskey è scorrevole, ironico, conciso. La prima persona è gestita in maniera magistrale, l’alternanza dei punti di vista non crea fastidio. Il ritmo è veloce, incalzante, i colpi di scena affettati, precisi riescono a stupire, incuriosire. Lo stile dell’autrice, quindi, non è certamente noioso, il lessico usato semplice, le descrizioni un po’ affrettate, accostate da aggettivi dello stesso gruppo semantico.

La protagonista principale rimane Anastasia, ma in questo romanzo viene approfondito il profilo di altri personaggi, il loro intimo slabbrato - ci ritroveremo quindi spesso in compagnia di Mindy, la migliore amica di Anastasia, ospite a corte e testimone di nozze della futura regina.

I personaggi, quindi, approntati nel precedente episodio verranno ripresi per essere rifratti in più parti. Mostrati sotto nuove prospettive, più lucenti, vestiti cuciti addosso – cerimoniali.

Quindi The dark side è un romanzo totalmente slegato dal precedente, che provvede a creare, sfibrare luoghi – atmosfere nuove, dall’America, Lebanon County alle aspre pianure della Romania, le cime dei Carpazi, castelli intristiti tra le ombre – ma mai ombre horror, bensì tormentose fiabe prima di attardarsi tra le stelle.

Ma in ogni fiaba c’è sempre quella parte – appunto gotica, quei sacrifici per raggiungere una felicità sottratta dalle tombe di un silenzio troppo vasto.

Consigliato.

 

4/5.

L’autrice: fantaskey_thumb_160x220

La giovane scrittrice americana Beth Fantaskey esordisce con Promessi Vampiri (titolo originale Jessica's guide to dating on the dark side) sulla scena letteraria young adult. Il suo secondo libro "Promessi Vampiri. The dark side." esce oggi, 19 ottobre, in anteprima mondiale in Italia. Nell'inverno 2011-2012 uscirà negli Stati Uniti.
Professoressa universitaria, la cui più grande paura (stando alla sua biografia) è parlare in pubblico, seconda solo a quella di volare, Beth Fantaskey ama molto viaggiare (probabilmente non in aereo) . Ha passato un periodo della sua vita in India, abbracciando un progetto di difesa dei diritti umani. Ha collaborato per anni con giornali e riviste. Ha lavorato anche nel settore delle pubbliche relazioni. Insegna alla Susquehanna University, una scuola di discipline umanistiche a Selinsgrove, sempre in Pennsylvania.

mercoledì 2 novembre 2011

PostHeaderIcon Recensione: Le emozioni difettose

Titolo: Le emozioni difettose.Le emozioni difettose

Autrice: Laurie Anderson H.

Prezzo: € 14,50.

Pagine: 340, rilegato.

Uscita: 2011.

Traduttrice: Reggiani S.

Trama:Correre e studiare, questa la terapia per Kate Malone che non vuole affrontare il dolore per la perdita della madre, morta quando lei era ancora una bambina. Ma adesso ha diciassette anni, un fratello più piccolo, un padre reverendo e tanta voglia di scappare da lì. Kate è all'ultimo anno del liceo (lo stesso frequentato da Melinda Sordino, la protagonista di Speak) e ce la sta mettendo tutta per farsi ammettere all'università, essere una brava ragazza e tenere fede ai propri impegni.

 

Recensione:

Le emozioni difettose è un romanzo difficile. Un romanzo che parla di redenzione, comprensione, amicizia. Di vita, di obiettivi che riempiono il vuoto, e di certi fallimenti che sembrano farci precipitare. È un romanzo che parla di rinunce, di annullamenti per essere noi stessi. E mi ha colpito, più volte.

Perché Le emozioni difettose ti parla dentro, è come un roveto che cresce e si snoda, una formula chimica che tende a tenere secondo le proprie leggi il tuo mondo ancora in vita. Ma sono proprie quelle particelle che lo contaminano, a volte, distruggendolo, facendo andare in metastasi ogni sogno impazzito. E talvolta ti ritrovi a dare l’allarme di evacuazione.

Laurie Anderson ha illustrato un mondo attraverso gli occhi degli adolescenti di oggi. Una chiave universale, che non tutti riescono a toccare delicatamente come riesce lei. Perché il mondo degli adolescenti non è un mondo soltanto fatto di silenzi e pianti; ma di gesti, voci concitate, urli, parole che lacerano le carni, scuciono le porte del cuore. Sono come terapie d’agopuntura che istillano dolore. Distillano sangue.

Perché i ragazzi non parlano mai sottovoce. Dentro di loro si agita un incendio, come tante candele riverse tra le carte di una biblioteca. E feriscono. Si feriscono, con le loro protuberanze di vetro si scontrano. E le loro ferite a volte sono vuoti, vuoti che non riescono a chiudersi. E non ci sono nastri, alle volte, fili da cucito per accordare e dimenticare.

Ed è così che la Anderson descrive, tratteggia il mondo degli adolescenti in maniera che credo in pochi riescano. Attraverso la prima persona – usata come fosse un cuore che vomita i suoi battiti, parole, frasi. Semplici, corte, lunghe. Una pistola che strugge i suoi proiettili. La velocità di un istante, le domande date in pasto al vento, il chiudere gli occhi, tappare le orecchie, tarpare i sogni, in questo romanzo vengono destreggiati con un’armonia che crea una sorta di ipnosi, un incanto grigio e ferreo dal quale non si riesce a sfuggire senza una dovuta riflessione. Le emozioni difettose è, quindi, un romanzo che va letto piano, piccole pillole per non far esplodere, con calma per assimilare ogni passaggio, ogni tratto. Ogni parte – decolla, atterra, distrugge il mondo per ricostruirlo, in un ciclo continuo. Ogni raccomandazione scientifica che fa da incipit alle parti in cui è suddiviso il romanzo, è il monito per fermarsi un attimo, arrestarsi quei brevi momenti per comprendere se è davvero tutto al posto, se possiamo davvero continuare a specchiarci nel cataclisma d’eventi che collassa su se stesso. Che ci ripiega le ansie come i lenzuoli di notti passate a nascondere le lacrime dietro le fodere dei cuscini.

Kate Malone è la figlia del reverendo. Kate Malone è una ragazza che vive la sua vita gestendo il padre e il fratello, la casa, in assenza della madre scomparsa anni addietro. Si dimostra una persona razionale, alle volte pessimista, determinata, sicura di sé come delle formule che applica tra i risvolti di ogni respiro.

Kate non è una ragazza diversa. Prende buoni voti a scuola; ha un fidanzato che la ama; degli amici; dei ricordi. A Kate piace correre. Di notte, di giorno, quando ogni peccato s’intromette tra un battito e l’altro, cosicché le suole delle scarpe si confondono col vento, e i kilometri la sfiniscono, si macinano su se stessi. Non importa non farcela più. Non sembra esistere un limita, un traguardo.

Quando esso stesso si concretizza – crepando intorno a lei, annaspando tra la polvere di futuri in frantumi.

E ciò che trova è la repulsione dai suoi sogni. È una nuova vita a cui badare.

E l’odio da seppellire. Progetti da rifare. Così, quando il college a cui aveva fatto richiesta d’ammissione la boccia, e la casa dei vicini viene incendiata, si ritrova a convivere con i suoi incubi. Teri, una ragazza che etichetta come sua nemica, viene ospitata dal padre a vivere in casa loro. Ma cos’è convivere? Unire due vite – orologi, collane, rimembri rubati che perdono valore, ne riacquistano nuovo.

Ma Kate ha un problema. Tanti, per la verità. Perché Kate non si sente se stessa. E così, dapprima crudelmente recisa in due da lati come il nostro “buono” interiore, e un altro “cattivo”, si ritrova ad abbandonare ogni qualsivoglia comportamento, svestire ogni identità per ritrovare chi è davver attraverso l’accettazione degli altri. Perché non solo la sua vita viene scossa, ma anche quelle degli altri cominciano a corrodersi – di sogni infranti, di frantumi troppo lontani per ricucire un passato. E Kate è sempre più lontana da quei riflessi del “prima”. Perché il prima è ricoperto da una patina pesante, da un trucco fasullo. Così, Kate e Teri si ritroveranno coinvolte in un vortice prepotente, che le incolla assieme come due note stonate, come due accordi intenti ad accompagnare una melodia soffocata.

Ed è così che una aiuta l’altra. Che un pianto muta in grido. Che le ire costruiscono, frantumano, erigono, distruggono case. Cancellano dimore. Le schizzano, imbrattano. Attaccano cuori al muro.

Le emozioni difettose è impararsi a guardare intorno. Accettare ogni difetto. Ogni caratteristica sbagliata, particolarità – poiché essa è quel big bang, quella formula chimica, quella sostanza intrinseca che ci porta a vivere – veramente. A rinascere.

E a ricominciare.

 

E un plauso alla copertina. Davvero comunicativa.

 

Voto: 4/5.

tail votante

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giovedì 6 ottobre 2011

PostHeaderIcon Anteprima: Promessi Vampiri–The dark Side

In arrivo, in anteprima mondiale, (in America uscirà all’inizio del 2012), il secondo romanzo della saga Promessi Vampiri.

Beth Fantaskey – “Promessi vampiri - The dark side”Promessi vampiri_The dark side

Traduzione di Sara Reggiani

Finalmente è in arrivo l’attesissimo sequel di Promessi Vampiri!

IN LIBRERIA IL 19 OTTOBRE 2011

euro 16,50

f.to 12,5 x 18 cm

pp. 624

cartonato con sovraccoperta

CM 55220X

EAN 9788809767713

Promessi Vampiri. The Dark Side ha come prologo l’inedito The Wedding, il matrimonio tra Lucius e Jessica.

Dalla quarta di copertina:

Dopo un matrimonio da favola, Jessica ora si aggira in uno spettrale castello immerso nelle nebbie dei Carpazi e sta cercando di adattarsi al difficile ruolo di principessa. Per amore di Lucius ha cambiato paese, abitudini alimentari – da vegana convinta ora si nutre di sangue – e anche il suo nome: adesso è Antanasia Dragomir Vladescu, futura regina dei vampiri.

Ma i malefici parenti stanno tramando un complotto per impedire l’ascesa al trono della giovane coppia. Lucius viene ingiustamente recluso nelle segrete del castello e Jessica-Antanasia deve affrontare con coraggio gli oscuri nemici per difendere il suo amore e il suo regno.

Jessica però non è sola, può contare sul-l’aiuto di due validi e quanto mai improbabili paladini: la sua migliore amica Mindy, armata di asciugacapelli, e l’affa-scinante Raniero, l’unico vampiro abbronzato della storia della narrativa.

Un romanzo coinvolgente, divertentissimo e romantico, un degno sequel dell’acclamato Promessi Vampiri uscito nel 2010 all’interno del contenitore Y Giunti.


Dal libro

“Lo guardai dritto negli occhi per un lungo istante, poi afferrai il paletto, me lo aggiustai

fra le dita e risposi con ritrovata convinzione:

«Voglio essere la principessa Antanasia Dragomir Vladescu, sovrana del clan di vampiri più potente del mondo».

Un matrimonio da sogno

Un amore immortale

Un regno oscuro da governare


L’AUTRICE
Beth FantaskeyBeth Fantaskey vive attualmente in Pennsylvania. E’ sposata e ha due figlie. Ha collaborato per anni con giornali e riviste. Ha lavorato anche nel settore delle pubbliche relazioni. Insegna alla Susquehanna University, una scuola di discipline umanistiche a Selinsgrove, sempre in Pennsylvania.

“Promessi Vampiri – The dark side”, che ha come prologo il matrimonio tra Lucius e Jessica, è lo straordinario sequel dell’acclamato “Promessi Vampiri”, già pubblicato nella Y.

• Promessi Vampiri, uscito nel maggio 2010, è ancora nella classifica dei libri più venduti in Italia e ha superato le 40.000 copie.

 

 

 

 

 

***

Nei prossimi giorni vi parlerò di un libro che mi ha colpito – Le emozioni difettose.

sabato 27 agosto 2011

PostHeaderIcon Starcrossed (3.3)

Titolo: Starcrossed
Autrice: Josephine Angelini
Editore: Giunti
Collana: Y
Uscita: 7/09/11
Pagine: 454
Prezzo: € 16,50
Trama: Helen, timida adolescente di Nantucket, sta quasi per uccidere il ragazzo più attraente dell'isola, Lucas Delos, davanti a tutta la sua classe. L'episodio si rivela essere qualcosa di più di un mero incidente. Helen teme per la sua salute mentale: ha iniziato ad avere incubi di notte e allucinazioni di giorno. Ogni volta che vede Lucas le appaiono tre donne che piangono lacrime di sangue. Il tentato omicidio porta Helen a scoprire che lei e Lucas non stanno facendo altro che interpretare i ruoli di un'antica tragedia d'amore. Le apparizioni femminili rappresentano infatti le Erinni. Helen, come l'omonima Elena di Troia, è destinata a dare inizio alla guerra a causa della sua relazione con Lucas. I due scoprono sulla loro pelle che i miti non sono leggende. Ma è giusto o sbagliato stare con il ragazzo che si ama se questo significa mettere in pericolo il resto del mondo? Come si sconfigge il destino?

                                                                           * * *
E con quest’ultima parte dello speciale (la recensione), il tutto si conclude. Dovrò partire e non ci sarò, ma ad ogni modo mancano una decina di giorni per l’uscita del romanzo, che ricordo che è precisamente il 7 settembre. Ho piacevolmente costatato che su molti bookstore online è tra le vette delle vendite in ‘anteprima’.
Ad ogni modo, ho letto il romanzo – appunto, in anteprima. La gentilissima Giunti Y mi ha inviato il file in Adobe Digital Edition. Mi è spiaciuto soltanto il fatto di non poterlo caricare sull’e-book, poiché a tal punto la lettura e la piacevolezza di essa avrebbero potuto, magari, aumentare allietando i miei occhi. Fortunatamente non soffro di nessun problema oculistico (spero).
L’autrice, Josephine Angelini – cognome vagamente “italiano” – è nata nel Massachusetts in una modesta famiglia di agricoltori; infatti lei stessa dichiara di non aver perso la facoltà di saper dirigere un trattore, benché attualmente viva col marito a Los Angeles. Starcrossed è il primo titolo di una trilogia incentrata sulla mitologia greca. In America e in Germania è stata positivamente accolta dalla critica, posizionandosi tra le vette delle classifiche libresche a tema fantastico.
Il romanzo è un young-adult. Per chi non sapesse il significato del termine, offro chiarimenti: si tratta di narrativa per “giovani adulti”, ossia libri molto spesso a tema fantastico o a carattere adolescenziale che trattano e affrontano la crescita dei ragazzi come fase di mutamento e comprensione del proprio ‘io’ interiore, fino all’età adulta, accompagnando tutto dalla voce salvifica dell’amore.
La scrittrice dice apertamente di essere appassionata di miti greci e che l’ispirazione per la creazione del suo romanzo d’esordio le è venuta quando, guardando la libreria, ha visto accostata l’Iliade al famoso romanzo di William Shakespeare, “Romeo e Giulietta”. E si è posta la domanda di quali risvolti avrebbe potuto avere quest’ultima storia d’amore se, in qualche modo, influenzata da richiami della mitologia ellenica.
Dopo questa premessa parto col parlare del romanzo.
La trama si dipana in una serie di eventi che prendono pieghe impreviste e imprevedibili. Tali eventi stravolgono la vita della protagonista, Helen, quando nell’isola di Nantucket, negli Stati Uniti, una nuova famiglia si trasferisce inaspettatamente, provocando un’ondata di curiosità dagli abitanti nei confronti di questi. La famiglia Delos ha appena abbandonato l’Europa, più precisamente la Spagna. Nel liceo che frequenta Helen, l’arrivo di nuovi ragazzi mette appunto in subbuglio l’intera scuola.
Lucas, il nuovo studente, figlio dei Delos, si trasforma in pochi giorni in un mito, una celebrità, e viene riconosciuto come il ragazzo più bello e attraente della scuola. Sarà il fascino spagnolo, la pelle leggermente trapuntata dal sole che ne veste ogni respiro. Ad ogni modo la sua figura viene ben presto attorniata dalle ragazze e dalla perplessità e interesse generale degli altri studenti del liceo.
Helen, la protagonista, sembra invece in tutti i modi sorvolare l’argomento: tutto ciò le provoca un senso di repulsione che nasce dal profondo di se stessa, nonché un disinteresse totale che la sua amica Claire non riesce a comprendere. Questo comporta la tensione, a volte, dei rapporti delle due ragazze.
Helen è profondamente tormentata dalla figura di Lucas, e cerca di scansare la sua presenza giornalmente. Fino a quando, d’un tratto, nel corridoio scolastico, Helen in un impeto sconosciuto e indomabile si avventa sopra di lui e cerca in tutti i modi di soffocarlo. Si accende una breve rissa che terminerà in pochi minuti il suo siparietto.
Frattanto, Helen è perseguitata da visioni che le fanno visita in varie parti della sua giornata, così d’improvviso da lasciarla scossa. Sono le Erinni: tre donne che piangono lacrime di sangue, intrise di disperazione che muta in gridi ogni cosa. Un mondo onirico da cui Helen è attratta, un mondo che pian piano tirerà a sé i suoi sviluppi per incastrarla nella verità della vicenda.
Ma oltre ciò, Helen è presente a un agguato che avviene nel negozio gestito da Kate, un’amica del padre e della stessa protagonista. Una situazione misteriosa che la porta a porgersi una serie di interrogativi, in quanto non ha avuto il tempo esatto per riuscire a scorgere il volto dell’autore dell’aggressione.
La trama si chiarisce, dunque, quando dopo altri litigi tra Helen e Lucas, i due riescono a porre fine ai loro istinti violenti e a stabilire un legame abbastanza forte, un legame eterno che lega una storia destinata a ripetersi. Sarà infatti dopo un altro misterioso accadimento che Helen chiederà spiegazioni urgenti sulla genesi dei problemi, che chiederà un anfratto di verità. E sarà proprio nella dimora della famiglia Delos che le domande troveranno risposta. Almeno in parte.
Lo stile utilizzato dall’autrice, mi ritrovo a dire, non è sempre scorrevole. Anche se molto liscio, semplice, è totalmente piegato dal punto di vista di Helen. Seguiamo quindi la nostra protagonista in vari momenti della giornata, come se avessimo una telecamera puntata su di lei, che si muove e ci porta e nasconde con sé, pronta a intingere di emozione i suoi pensieri, i risvolti del giorno che le donano nuove incertezze, poche cose a cui aggrapparsi. Peccato che non abbia trovato particolarmente curate le descrizioni, abbandonate talvolta a una serie d’aggettivi, ma ad ogni modo i personaggi vivono di vita propria, vita che scorre e delinea il loro carattere attraverso le loro azioni, le loro confessioni, i loro sentimenti.
Si denota talvolta, appunto, qualche scena che mi è rimasta impressa – il volo tra Helen e Lucas, intriso di un’emozione davvero concreta, che riesce a trasparire tra ogni riga lungo il breve corso dell’evento, o il loro avvicinarsi lentamente, le loro dita che si aggrappano al cuore per giungere alla verità.
È un romanzo semplice ma che si distingue dall’enorme massa di paranormal romance ya che sono stati pubblicati negli ultimi tempi. Primo episodio di una saga promettente, la cui penna riuscirà di nuovo ad incantarci con altre verità e conclusioni sul destino di Helen, altresì Elena di Troia, e sulla sua tormentata storia d’amore che fa scuotere il mondo. Un mondo in perenne pericolo, sul ciglio del baratro. Tutto per colpa, ancora una volta, dell’amore.
Consigliato
- Voto:  4/5

PostHeaderIcon Recensione: Snow Flower & The Secret Fan

 

 

Autore: Lisa See

Titolo: Snow Flower and The Secret Fan

Genere: Narrativa

Editore: Longanesi

Prezzo: 17,60€

Pagine: 336

Recensione di: Zia Mad

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Memories tear across my eyes

“Il letto è illuminato dal chiaro di luna

Io immagino sia la neve leggera di una grigia alba invernale

Alzo gli occhi e ammiro la luna piena nel cielo notturno

Chino il capo, e m’invade la nostalgia di casa.”

 

È tanto, tanto tempo che non scrivo una recensione… benché nel frattempo abbia letto un considerevole numero di libri. Ma su questo romanzo mi sento di avere così tante cose da dire, da non poter tacere su particolari della trama pur di raccontare cosa hanno suscitato in me. Quindi è ovvio che nelle prossime righe ci potranno essere spoiler, più o meno importanti, e mi scuso in anticipo per questo.

Ho letto la versione inglese del libro, comprata più di un mese e mezzo fa in una Feltrinelli ampia e finalmente fresca dopo la cappa di calura che opprimeva le strade del centro città. Nella libreria era disponibile anche quella italiana, ma per motivi che non sto a spiegarvi ho acquistato quella in lingua originale. Prima di entrare lì, non avevo idea che sarei uscita con un libro fra le mani, né sapevo dell’esistenza di questa piccola perla di tradizione cinese. Se non fosse stato per l’intercessione di una certa persona che era lì con me… tutte queste frasi non esisterebbero.

Ho sempre amato la cultura cinese, fin da bambina, quando restavo a guardare con occhi sgranati le scene del cartone animato di Mulan, che è ed è sempre stato il mio preferito. La mia soddisfazione è stata grande quando ho capito che attraverso Snow Flower and The Secret Fan avrei potuto carpire nuove caratteristiche del mondo a sé che tanto mi affascina.

Ora, per poter introdurre alcune citazioni, mi sono procurata anche l’e-book italiano e, mettendo a confronto i brani che più mi hanno entusiasmato nella lettura, mi rendo conto come l’emozione fosse stata brutalmente tolta, estirpata, nel processo di traduzione. Lo stile di Lisa See è semplice, scorrevole, vola via come una fenice che solca l’aria in mezzo alle nuvole, con periodi brevi in cui fanno sparute comparse frasi un po’ più complesse. Questo significa che in italiano l’effetto risulta, purtroppo, molto più rude e privo di poesia.

La storia è narrata in prima persona dalla protagonista, Lily (Giglio Bianco nell’edizione in italiano), che raggiunta la venerabile età degli ottant’anni, apre i suoi ricordi con la stessa lentezza con cui ha aperto tante volte il ventaglio simbolo della sua storia d’amicizia: piega dopo piega, lentamente, assaporando ogni sfumatura delle scritte in nu-shu, del cielo, delle circostanze che si sono riversate nella sua vita. Per questo il lessico della See si modella al linguaggio della narrante, con una piccola gamma di parole ricche di significato, in cui il contesto trasformava i sensi per dipingere un'unica immagine disegnata con grazia. I termini che più si riscontrano fra le pagine fanno parte del destino delle donne: maniere, comportamento, ricamo e tessitura, dolore e doveri, gravidanze e lutti.

Visto il tipo di narrazione scelto, non ci si può che perdere in una biografia in cui i dialoghi sono pochi e brevi, in cui tutto è raccontato. Come nelle memorie di ognuno di noi, a volte le lacrime di Giglio offuscano la scena, in altre il suo dolore ne altera i contorni. In altre ancora, laddove i giorni monotoni si sono raggruppati in una singola azione, ci sono salti nel tempo. Vuoti, vuoti da riempire con il silenzio. Un silenzio così fragile che diventa la sospensione della lettura: più volte ho posato il libro sulla prima superficie che avessi a tiro, che fosse lo schienale del divano, il pavimento freddo o le lenzuola violacee del letto, con la parte scritta verso il basso e la copertina lucida che sfiorava appiccicosa le mie dita. I miei occhi andavano al soffitto, e il vuoto delle pagine – quel breve spazio fra un paragrafo e l’altro che segnava la fine di un evento dall’altro – si trasformava nel mio piccolo silenzio di riflessione.

I capitoli sono a loro volta divisi in parti e sarà così che analizzerò pian piano la trama del libro. Sullo stile non ho molto da dire in più: ad eccezione delle poche considerazioni d’apertura, la mia conoscenza dell’inglese è abbastanza povera da dirmi che non posso giudicare oltre. Ma la storia, quella sì, resta mia oltre ogni limite.

 

Daughter Days

“Una vera signora non tollera nulla di brutto nella propria vita.

Solo attraverso il dolore si arriva alla bellezza.

Solo attraverso il dolore si ottiene la pace.

Io fascio e bendo, ma sarai tu a godere dei miei sforzi.”

 

 

Sin dalle prime pagine della prima parte, si viene catapultati in un mondo nuovo che ti avvolge da ogni lato. Scorrendo la quarta di copertina, avevo letto della pratica del “footbinding”, la “fasciatura dei piedi”, e mi sono istantaneamente ricordata di un particolare che qualche professoressa ci raccontò nelle ore di storia. Parlava dei piedi piccoli e gentili delle donne cinesi, di come in tenera età venissero fasciati per raggiungere la forma perfetta di gigli dorati. Non disse, però, di come questa pratica fosse dolorosa, di quante donne morissero durante il processo. Si parla di stime che si aggirano attorno a una donna su dieci in tutta la Cina. Inoltre, il piede non smette di crescere, ma viene semplicemente deformato. L’unica bellezza raggiunta, infine, è solo l’armonia dei movimenti, della camminata, così leggiadra da sembrare di scivolare come un fiore fra le acque del ruscello. Ma questo non sempre è assicurato: durante la fasciatura, si possono commettere errori, si può compromettere la salute della bambina (i piedi venivano fasciati nel periodo fra i sei e i dieci anni, a seconda della contea), con conseguenti infezioni e problemi nel camminare. Dopo tutte queste agonie, lo stesso le donne non potevano compiere lunghi viaggi senza che i loro piedi rovinati riprendessero a sanguinare copiosamente.

La citazione d’inizio paragrafo è ciò che la madre di Lily le ripeteva durante la fasciatura. Lily è speciale, ha dei piedi bellissimi, e i suoi gigli dorati saranno il suo prezzo per raggiungere un matrimonio fortunato con una buona famiglia, in modo da onorare i suoi genitori e elevarli dalla loro condizione di semplici contadini. Ed è anche, e forse soprattutto, per questa sua ricchezza di nascita, che le sarà permesso avere una “lao-tong”, una “old same”, una “vecchia se stessa”. Nel periodo importantissimo del “footbinding”, le giovani donne si riunivano per creare una congrega di amiche (“sorelle giurate”) che sarebbe rimasta insieme fino a che l’ultima di loro non si fosse sposata, spostandosi a un altro villaggio e comunque troppo impegnata con i doveri di moglie e nuora per poter pensare alle sue compagne. Ma c’era chi, come Lily e Snow Flower, aveva la possibilità di cominciare una relazione diversa… qualcosa di magico, di magnifico, un rapporto così stretto che neanche il matrimonio avrebbe potuto dividere. Una lao-tong è per sempre. “Tu e io siamo una coppia di anatre mandarine”, si scriveranno nel segreto linguaggio delle donne, il nu-shu. Le anatre mandarine, comuni nella cultura cinese, erano simbolo di fedeltà poiché, a differenza delle specie simili a loro, si sceglievano un partner a vita da cui non si sarebbero mai più separati.

Un altro tema ricorrente nel libro è il nu-shu. Una lingua segreta, di cui, nell’ingenuità delle donne di allora, gli uomini non dovevano saper nulla. Attraverso il nu-shu, si poteva comunicare in moltissimi modi. Le compagne di una neosposa scrivevano libri in cui ne declamavano le lodi, e tali lettere venivano lette nel terzo giorno dopo il matrimonio alle donne che abitavano già la casa del marito. I documenti in nu-shu raccolti da una donna venivano bruciati al suo funerale, per permettere che nell’aldilà la sua anima potesse leggerli. Era la lingua in cui si scrivevano e tramandavano le storie, e comparivano su stoffe, ventagli, ricamate sui tessuti; era la lingua dei canti che si facevano nei giorni di nascita, matrimonio e morte. Il nu-shu era, prima di tutto, la lingua delle lao-tong.

Per diventare lao-tong era necessario avere dei tratti in comune, come essere nate la stessa ora dello stesso giorno dello stesso mese dello stesso anno, avere condizioni familiari simili, la stessa altezza e la stessa forma di piedi, che devono essere stati fasciati per la prima volta nello stesso giorno, avere lo stesso numero di sorelle e fratelli, e molte altre caratteristiche. In breve, più cose le due lao-tong avrebbero avuto in comune, più il loro legame si sarebbe rivelato fruttifero.

 

Hair-Pinning Days

“Era tutto predestinato.

Ci trovavamo alla mercé di forze immani e non avevamo modo di sfuggire al destino.

Lo yin e lo yang possono spiegare la logica del mondo.

Esistono uomini e donne, luce e tenebre, gioia e dolore.

Questi elementi creano un equilibrio. […]

Non c’è vita senza morte.

Ecco il vero significato dello yin e dello yang.”

 

 

È la parte che più mi è piaciuta. I brani migliori del romanzo si concentrano tutti nei momenti più intimi di Lily e Snow Flower (altrimenti detta “Fiore di Neve”, per attenerci alla traduzione corretta). Gli “Hair-Pinning Days”, dedicati agli ultimi preparativi per il matrimonio, si aprono con il capitolo migliore, in cui avviene la scena da cui ho tratto la poesia d’apertura della recensione. In un paio di pagine – si tratta del capitolo più breve del romanzo – scopriamo cosa significa essere davvero lao-tong. È un amore così profondo, così intricato, che sfiora e si tuffa a seconda dei momenti in quella che potrebbe venir considerata passione omosessuale. Fra le due protagoniste scorre un flusso di confidenza e di amicizia che supera ogni ostacolo, ogni pudore.

Mentre sfogliavo le pagine, mi sono spesso soffermata a pensare come sarebbe, per me, avere una lao-tong. Quando comincio ad andare oltre il romanzo, a mischiare parti di esso nei miei desideri e a immergere me nelle ambientazioni narrate, significa che il mio affetto per la storia ha raggiunto un punto vitale. Il coinvolgimento emotivo è ciò su cui mi soffermo per primo intanto che rifletto sul voto da dare al libro appena concluso. Più la mia anima si riversa fra la carta e l’inchiostro, diventando tutt’uno con la poesia vergata su essa, più il voto sarà elevato.

Il rapporto con una lao-tong è basato sulla scrittura. Gran parte della vita delle due si basa su scambio di caratteri in nu-shu, eccettuati i casi in cui le donne si incontrano per le festività o per altre ricorrenze particolari. Ci sono stati momenti in cui ho desiderato fortemente di poter provare sulla mia pelle la carezza di una lao-tong che si addormentava al mio fianco, e sentire il mio cuore battere frattanto che lei incideva sul mio corpo, solo con la pressione delle dita, i segni segreti del nostro linguaggio. Poi mi sono fermata nelle mie fantasie, sono tornata un attimo indietro, nella realtà: io avevo una lao-tong. Non avevo bisogno di cercarne una, o di scandagliare fra le mie amicizie secondarie (abbastanza forti da essere mie “sorelle giurate”, ma lontane da diventare altro).

Forse un po’ tutti abbiamo una lao-tong. Alla fine, è quella che noi chiamiamo per eufemismo migliore amica o migliore amico. Qualcuno che in ogni caso sarà con te per sempre, qualsiasi cosa accada, qualsiasi distanza terrena arrivi a separarvi. La differenza fra l’amicizia forte intesa nella maniera occidentale e la tradizione cinese, è che in quest’ultima è chiaro e considerevole il patto di eternità che si instaura fra le due. Una relazione lao-tong può avvenire solo nel reame interno delle donne, poiché gli uomini sono destinati a vivere fra i campi, nel loro reame esterno… ma su questo, ormai, si può sorvolare. E, dopotutto, io amo il mio lao-tong.

Questi erano i pensieri che mi accompagnavano nella lettura. Lily e Snow Flower credono nel loro rapporto con così tanta fede da lasciarsi alle spalle le difficoltà del loro destino. Ho amato la maniera in cui il loro amore cresceva, mutava, assieme ai loro corpi e alla loro esistenza. Ed è per questo che, quando nello sviluppo della trama la verità si rivela come un drappo di seta non ricamata che si confonde fra tessuti preziosi, Lily ne resta così sconvolta da soffrirne. Il colpo di scena si poteva intendere da alcuni indizi sparsi, ma resta comunque una svolta immane.

Non voglio svelare molto del resto della trama. Ciò che voglio spiegare, in un modo o nell’altro, è che ogni singolo verso del romanzo è intessuto nell’ambiente in cui gli eventi si svolgono. La Cina del diciannovesimo secolo è una realtà così lontana dalla nostra da sembrare utopica e inafferrabile. In questo frammento del romanzo, le donne si preparano ad affrontare il loro matrimonio, imparando nuovi caratteri del nu-shu, perfezionandosi nelle arti della casa, tessendo giorno dopo giorno gli abiti e le stoffe che comporranno la loro dote. È un periodo di preparazione, di cambiamento, di stasi. Di attesa.

 

Rice-and-Salt Days

“Da bambina, obbedisci al padre;

una volta sposata, obbedisci al marito;

da vedova, obbedisci a tuo figlio. […]

Obbedisci, obbedisci, obbedisci, e poi fa’ ciò che vuoi.”

 

 

L’obbedienza è nel destino di ogni donna. Lily lo sa bene, gliel’ha insegnato sua madre: assieme alla facoltà di sopportare. Sopportare tutto, e non lamentarsi. In questo risiede la forza di una donna, che va ben oltre la potenza fisica di un uomo o le conoscenze. Uno dei temi principali, assieme all’amicizia, è il valore della figura femminile. Molti scrittori si sono soffermati su di essa, e spesso mi è tornato in mente un romanzo analogo che ripercorre circostanze simili, benché ambientate in un universo molto diverso. Sto parlando di “Mille Splendidi Soli” di Khaled Hosseini, che ho letto poco più di un paio di anni fa e che ho votato allo stesso modo di questo. Le differenze fra le due storie, ambientazione a parte, sono poche a dire il vero. Ritornando al mio coinvolgimento emotivo, ricordo che Mille Splendidi Soli portò le lacrime ai miei occhi, invece Snow Flower and The Secret Fan è stato in grado di condurmi in un lungo processo di riflessione quando, durante la notte, non riuscivo a prendere sonno e ripensavo alle ultime pagine lette. Ritengo in ogni caso che l’abilità di narratore di Hosseini faccia diventare il suo romanzo migliore sotto molti aspetti. Per cui, se vi è indifferente leggere di una storia ambientata in Cina o un’altra ambientata in Afghanistan, e tutto ciò che cercate è dell’intrattenimento a proposito di temi che riguardano le donne e il loro mondo, vi consiglio molto più quest’ultimo che non il romanzo della See.

Il titolo di questa parte si riferisce alla monotonia dei giorni di moglie, ma a dire il vero è il periodo più turbolento e ricco di eventi di tutto il romanzo. Nella cultura cinese (ne approfitto per sottolineare che si tratta di una tradizione risalente al diciannovesimo secolo, e che ad ora le cose sono cambiate: primo fra tutti, la fasciatura dei piedi non è più praticata, e il nu-shu è andato via via estinguendosi), è sempre esistita una divisione fra l’ambiente interno della casa, governato dalle donne, e l’esterno, proprio degli uomini. Lisa See effettua la distinzione fra “inner realm” e “outer realm”, “nei” e “wai”. Verso la fine, i due regni si fondono in uno, giacché la storia delle invasioni, del susseguirsi degli imperatori e le conseguenti rivolte costringono gli abitanti della zona alla fuga. È il capitolo del dolore, della speranza, con i personaggi che semplicemente attendono nelle difficoltà il passaggio dei ribelli, fino a quando ogni discrepanza non verrà risolta e loro potranno ritornare alle loro case.

Per ironia della sorte, quando le famiglie di Lily e Snow Flower scapperanno sulle montagne, le due si troveranno ad affrontare il viaggio insieme. Qui, molti aspetti del loro rapporto verranno rivelati, stringendo i legami che legano le due in maniera ancora più forte, tanto da non lasciare possibilità di respiro. È una parte pesante, piena di afflizioni e rammarico. Difficile da leggere, da accettare.

Al contempo, altri capitoli sono interamente dedicati alle gravidanze e ai figli. Ogni donna cinese dell’epoca, infatti, desidera poter avere almeno cinque figli, e più maschi possibili. Sono i figli maschi a generare il valore di una donna. Lily scrive: “Anche se le nostre famiglie d’origine ci vogliono bene, non siamo che un peso per loro. Ci sposiamo, ci trasferiamo presso un nuovo nucleo familiare, ci presentiamo a un marito che non conosciamo e non ci conosce, andiamo a letto con lui da perfette estranee e ci sottomettiamo ai capricci della suocera. Se abbiamo fortuna, generiamo figli maschi e ci assicuriamo un rango rispettabile. In caso contrario, dobbiamo affrontare il disprezzo della suocera, il dileggio delle concubine e l’aria delusa delle figlie.”

In queste pagine traevo poco piacere dalla lettura. D’altro canto, la mia curiosità e la mia compassione per il destino di queste donne aumentavano. Leggevo voracemente per sapere cos’altro sarebbe accaduto di così brutto nelle loro vite. Con la speranza di un lieto evento che rischiarasse il cielo e la loro tristezza.

 

Sitting Quietly

“Sto ancora imparando a conoscerlo, l’amore.

Credevo di averne compreso la natura. […]

Eppure, mi rendo conto di non aver dato il giusto valore

alla forma di affetto più importante:

quella che scaturisce dal profondo del cuore.”

 

 

Recentemente è stato redatto anche un film di Snow Flower and The Secret Fan, dall’omonimo titolo. A malincuore devo ammettere che non ho ancora trovato il modo di vederlo, sebbene avessi voglia di farlo prima di scrivere la recensione e possibilmente anche prima di leggere il romanzo. Però ho scritto queste pagine ascoltando la colonna sonora, suggestiva e fantastica, creata dalla maestria di Rachel Portman. Ho l’impressione che si rivelerà una pellicola stupenda, una volta che riuscirò ad apprezzarla con i miei stessi occhi e non soltanto con i brandelli dei trailer che girano su internet.

A proposito del romanzo, la trama segue linee semplici, è l’autobiografia di una donna cinese di quell’epoca e con sé non porta altro che lo stupore e la meraviglia della cultura in cui è vissuta. Leggendo, ho avuto l’impressione che non avesse molte ambizioni. Suonava più come uno sfogo, un racconto fine a se stesso. Si dice spesso che gli scrittori scrivano prima di tutto per loro, e ho sentito come Lisa See si fosse impersonata nella figura narrante di Lily. Fra le parole, fra i pensieri che si imbrogliavano con gli eventi richiamati alla memoria nel tentativo di risultare esaustivi per riferire una vita intera, si intravvede il desiderio della protagonista di perdonare se stessa per ciò che ha fatto e contemporaneamente non lasciare che le disgrazie prendano possesso anche del suo futuro nell’aldilà.

Si dice che non si debba mai sopravvivere ai propri figli. Questo è il dolore più insopportabile che impregna il libro. Ho sentito di questa espressione tante, troppe volte. Nei libri di Licia, con Sennar che parla a proposito di suo figlio, da molti altri autori, come Michelle Paver, in una puntata del telefilm “Army Wives”. Da qualcuno che conosco. Anche Lily ha dovuto passarci su, e non solo lei. Nel libro, più volte si legge l’espressione riferita dalla protagonista nei confronti del padre: “Ero come una perla nelle sue mani”.

L’anzianità di Lily è pervasa dai rimpianti. Non c’è un lieto fine, o qualcosa che te ne faccia sentire uno. Il romanzo finisce così, sfuma come una bacchetta d’incenso che ha finito il suo corso, o l’acqua del fiume che scorre via dai tuoi piedi immersi nel fango della riva. Dopo tutte le mie riflessioni, non so ancora bene cosa questa storia mi abbia lasciato: in quanto donna, ogni disgrazia letta si è battuta sulle mie spalle e mi ha fatto riflettere su tutto ciò che la mia vita – abbastanza breve, ma altrettanto intensa – mi ha fatto conoscere. Nella tristezza del mio passato, avrei voluto poter leggere di qualcosa di più fresco e positivo, che lavasse via il lacrimare delle memorie, invece di far confondere quelle di Lily con le mie in un unico flusso compassionevole.

Ma, a dispetto dello sconforto che causano le vicende narrate, la Cina, la sua storia, ne esce ancora una volta rivalutata. Nonostante le sue usanze non siano giustificabili, non riesco a non rimanere intrappolata nella sua rete di magia. Mentre Lily e le sue compagne tessevano, mi pareva di sentire la seta colorata fluttuare attorno alle mie dita. Mentre loro ricamavano, avevo la sensazione piacevole del filo che s’inframmezzava alle mie mani che percorrevano il tessuto. La dolcezza con cui queste scene vengono descritte è di uno splendore amabile, sono sprazzi di luce dalla delicatezza di un fiore di pesco.

Il ventaglio è un tradizionale ricordo dell’amicizia fra Giglio Bianco e Fiore di Neve, ma non è unicamente questo. Per me è diventato un simbolo di molte cose: non solo dell’amicizia lao-tong, ma di una nazione intera. È la fragilità e flessibilità delle donne cinesi, che hanno come dovere nella loro vita quello di accondiscendere a chi ha più potere di loro. Così come un ventaglio in mano di qualcuno, che oscilla per portar sollievo con i suoi refoli d’aria. La stessa oscillazione piacevole di un paio di gigli dorati che calpestano a passi leggeri l’impiantito di una casa. Con una teiera in mano e nel cuore una forza segreta e inimmaginabile.

 

Voto: 4 cappelli di zia

Copia di madhat[9]

Copia di madhat[9]

Copia di madhat[9]

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mercoledì 24 agosto 2011

PostHeaderIcon Starcrossed (2/3)

Buongiorno amici! Oggi voglio proporvi, mediante la penultima puntata dello speciale ( a cui seguirà, molto probabilmente la recensione del romanzo – domani!) un quiz che ho tradotto dal sito tedesco del romanzo.

Ve lo posto qui sotto, e più in fondo, le risposte esatte.

 

Prima domanda: la mitologia greca dice che il monto olimpo è abitato dagli dei. Ma 'l'Olimpo' esiste nella realtà?
A - Certo che no. Il monte olimpo è un luogo puramente mitologico.
B - Sì! Il monte Olimpo è la vetta più alta della Grecia.

Seconda domanda :
Zeus è il padre degli dei e anche il dio più potente tra essi. Ma da chi è nato, in realtà, Zeus?
A - Zeus è il figlio di Elena e Paride.
B - Di Crono e Rea, una coppia di titani.

Terza domanda: Helen è incredibilmente veloce nella corsa, ed è nella squadra sportiva del liceo. Alle olimpiadi non sarebbe andata male! Ma quando si tennero per la prima volta?
A  - Circa nel... 77e ac, la prima volta i giochi ebbero luogo nell'antichità.
B - I primi giochi olimpici si svolsero nel 32 dc.

Quarta domanda: Da quale dio proviene il potere di Lucas?
A- Apollo

B – Ulisse

Quinta domanda: La sorella di Lucas, Cassandra, può vedere nel futuro. Qual è il posto speciale dove si dice, accadevano gli oracoli?
A – Delphi
B – Parigi

Sesta domanda: Afrodite è la dea della...
A – Arte
B - Bellezza.

Settima domanda: Helen, Lucas, Arianna e Cassandra sono tutti semidei. Chi era un semidio famoso nell'antichità?
A – Eracle
B – Giove

 

Risposte: B; B; A; A; A; B; A.

giovedì 18 agosto 2011

PostHeaderIcon Starcrossed (1.5)

Particolare segnalazione, avviso, di un video in cui Josephine Angelini, autrice di Starcrossed – romanzo che uscirà nelle nostre librerie il prossimo 7 settembre – spiega quale sia stata l’ispirazione per il suo romanzo.

Il video è in inglese, ma la giunti y lo ha tradotto inserendo i sottotitoli.

Buona visione!

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